Il nuovo libro di Beppe Mecconi al Centro Anziani di via Corridoni
Il nuovo libro di Beppe Mecconi al Centro Anziani di via
Corridoni
COMUNICATO DEL 17 MARZO 2026 AL CENTRO ANZIANI DI PIAZZA BRIN
Martedì 17 marzo alle ore 17:30 presso Il Centro Anziani di piazza Brin in via Filippo Corridoni 7, alla Spezia, Raffaella Ferrari
presenterà il nuovo libro di Beppe Mecconi.
Nell’esergo introduttivo è scritto un pensiero della
pluripremiata autrice Shruti Swamy: “Cosa può fare un racconto breve? Può
provare, e forse persino riuscire, a dire la verità. Uno scrittore può lasciare
da parte tutte le sue vanità, gli attaccamenti ai suoi abbellimenti di prosa o
alle manovre tecniche, lasciar andare persino l’attaccamento al sapere dove una
storia potrebbe andare e ascoltare davvero cosa la storia sta cercando di
esprimere.”
«Mi dicono che ho il dono della sintesi», dice Mecconi: «a
volte penso sia una sorta di maledizione. Sopporto sempre meno quelli che
parlano per ore per enunciare un concetto che si può placidamente esprimere in
pochi minuti, quelli che scrivono 700 pagine quando a quella storia ne
basterebbero 200. Non mi piace la ridondanza, in tutti i campi, nella pittura,
nella scrittura, nel teatro, nella vita. Amo il racconto per questo, perché
insegna l’essenzialità, insegna a togliere; il racconto è zen. Quindi, appunto
in sintesi: rispondendo al desiderio di alcuni amici e di quel visionario che è
l’editore, ho selezionato cinquantadue racconti brevi, alcuni brevissimi,
pubblicati qua e là negli anni [più tre inediti], e li ho abbinati a miei
dipinti, virati in bianco e nero, perché non diventassero distraenti rispetto
al testo.»
Dalla prefazione di Vanessa Isoppo: «Potrebbe sembrare
inusuale affidare a una psicoterapeuta la prefazione di un libro di racconti e
dipinti. Niente di più falso: le parole sono il mio mestiere e il disegno, sin
dalla più tenera infanzia, è l’espressione del nostro Io più profondo. Mi sono
pertanto apprestata a leggere questo libro nella doppia figura di
professionista e lettrice e devo dire che entrambi i ruoli hanno ricavato un
enorme piacere sia dai racconti, sia dai disegni che li accompagnano. Il linguaggio
è preciso e curato in descrizioni e riflessioni, sebbene essenziale, e
l’assenza di una cornice narrativa specifica permette, sicuramente nel caso dei
testi presenti in questo volume, un’ampia fantasia nell’accoppiamento con
un’opera pittorica. Infatti, Mecconi non si è limitato a scrivere “nuove
novelle”, ha fatto di più, ha associato a ognuna di esse alcune delle sue opere
pittoriche in abbinamenti talvolta intuitivi, a volte più introspettivi. Forse
è proprio questa la sfida rivolta al lettore: leggere il racconto e “sentire”
il disegno abbinato. Apprezzare i motivi per cui risuona in una sorta di
comunione con l’artista ma, meglio ancora, indagare dentro di noi quando il
disegno ci sembra inappropriato, sebbene non sia mai respingente. O forse sì,
per qualcuno un’immagine potrebbe risultare tale, perché l’Arte non arriva a
tutti nello stesso modo.»
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